Come di consueto in questo periodo dell’anno arriva il momento di iscrivere i nostri figli a scuola.  Una scelta importante che però non sempre è semplice per i genitori, sopratutto se si è genitori di bambini che hanno esigenze particolari, come possono essere i DSA, BES,  DHD e quant’altro…

Quest’anno due dei miei figli faranno l’ingresso in una nuova scuola; Edoardo entrerà in prima media, mentre Federico si accinge a scegliere la scuola superiore.

La scelta della scuola superiore è un momento importante e delicato per i ragazzi che iniziano a cercare di pensare in modo più consapevole al loro futuro.  I ragazzi vengono aiutati dalle scuole stesse nell’orientamento e grazie anche alle indicazioni degli insegnanti la famiglia può fare serenamente la sua scelta.

Tutto ciò però cambia se  tuo  figlio ha esigenze diverse. Si,  perchè in questi casi  le domande che un genitore si fa non sono più le classiche sulla corrispondenza dell’indirizzo di studio alle attitudini personali del proprio figlio, ma ci  si ritrova a chiedersi “Quale sarà la scuola migliore? La più adatta? La più facile? La più aggiornata e pronta ad accogliere i ragazzi con DSA?”

E lì iniziano le varie valutazioni, visite delle scuole e colloqui con i referenti DSA dei vari istituti.

Ciò che maggiormente succede per i DSA è che la scuola superiore venga scelta non in base ai propri desideri e idee sulle materie e la professione futura, ma in base al fatto che quella scuola sembri avere maggiori garanzie di accoglienza e sembri più facile rispetto ad altre. Sono troppi i dislessici che si iscrivono a una scuola professionale (spessissimo consigliata dagli insegnanti delle scuole medie) e pochissimi quelli che si iscrivono a un liceo e di solito i pochi che fanno questo tipo di scelta sono quelli che alle medie hanno avuto un’esperienza meno frustrante. L’esperienza delle scuole medie infatti influenzerà tantissimo anche la scelta della scuola superiore.

Nella mia esperienza personale io ho deciso di assecondare le decisioni dei miei figli, così come i miei genitori fecero con me. Leonardo per esempio, nonostante le sue difficoltà decise di iscriversi al liceo scientifico e, nonostante fossi consapevole del fatto che la strada sarebbe stata in salita per lui, dopo svariati tentativi di dissuaderlo, decisi di assecondarlo. Purtroppo ci avevo visto giusto e il primo anno di scuole superiori si è rivelato per noi un vero e proprio calvario che inevitabilmente ha avuto grosse ripercussioni sulla famiglia.

Con Federico ho sicuramente dalla mia l’esperienza che ho maturato in questi quattro anni insieme a Leonardo ma ho deciso di assecondare comunque le sue richieste. Non dargli la possibilità di scegliere le scuola superiore in base alle sue valutazioni e imporgli una scelta in base alle sue difficoltà mi sembrerebbe come privarlo del suo diritto allo studio.

Per quanto riguarda le scuole medie invece, in teoria, la cosa dovrebbe essere più semplice visto che abitando in un paese c’è un unico istituto comprensivo con il quale ci si può interfacciare. Ahimè però non è proprio così….  I miei dubbi e le mie paure sono comunque tante. Sono pienamente consapevole delle gravi difficoltà di Edoardo e le domande che mi pongo sono tante. Sarà in grado di reggere al grande cambiamento? Come può un bambino che non conosce la differenza tra numeri pari e numeri dispari iniziare a studiare aritmetica? Come può un bambino che non sa cosa siano le consonanti studiare antologia e epica? Ma sopratutto mi chiedo,  può un bambino con queste lacune così gravi entrare in prima media?

Sicuramente ci sono problematiche più gravi di quelle di mio figlio ma nel mio piccolo le mie preoccupazioni sono queste. Gli anni delle scuole medie sono anni particolari per un adolescente e se ci sono anche problemi scolastici tutto si amplifica e il carico dei genitori diventa talvolta troppo difficile da portare avanti.

In questi anni ho imparato a non prendermela troppo e a non vedere le difficoltà scolastiche dei miei figli come un fallimento personale ma purtroppo la società non aiuta e ci si sente sempre additati e etichettati come incapaci. Sono sempre tutti pronti a giudicare e i genitori sono tutti convinti di avere dei futuri dottori o magistrati in casa. Mah….

Spesse volte per ovviare a queste difficoltà ci si riversa sulle scuole paritarie o private alla ricerca di quello che purtroppo troppe volte la scuola pubblica non riesce più a dare, per diversi motivi.

Le mie domande rimangono comunque tante. Sono io che ho sbagliato qualcosa? Riusciranno i miei figli a vivere serenamente questi anni di scuola? Queste difficoltà influiranno nella loro vita futura?

Sarei voluta essere madre venti o trent’anni fa, quando non era necessario etichettare tutto e tutti e i problemi scolastici venivano gestiti con maggiore serenità dalla società…